Biografie






Luigi Cherubini 
(Firenze 1760 - Parigi 1842)

Musicista italiano. Iniziò gli studi musicali con il padre Bartolomeo, maestro di cembalo: in seguito, ottenuta una pensione dal Granduca di Toscana, andò a Bologna ove studiò con Giuseppe Sarti che lo avviò alla carriera operistica in cui debuttò a diciannove anni con l’ opera Quinto Fabio. Negli anni seguenti viaggiò molto per l’Italia finchè a Venezia, nel 1783, ottenne il primo vero successo con l’opera Lo sposo di tre e marito di nessuna.I primi successi operistici italiani lo fecero invitare a Londra nel 1784, dove ottenne una scrittura come compositore al teatro Haymarket e dove venne a contatto con la musica di Händel. Alla fine del 1786 giunse a Parigi, e qui ebbe presto una cerchia di amici autorevoli, compresa Maria Antonietta. A Parigi — eccettuati alcuni brevi periodi a Torino, a Vienna, a Londra — passò il resto della sua vita, ammirato da una buona parte dei maggiori musicisti dell’epoca (Beethoven, Schumann, e poi Brahms, Wagner, Wolf), contrastato da altri, tra cui soprattutto Berlioz e Liszt che lo accusavano di trincerarsi dietro un rigido conservatorismo, ostile alle innovazioni che si venivano affermando nell’ inquietudine del Romanticismo. Dopo una serie di cariche non particolarmente importanti, nel 1821 divenne direttore del Conservatorio di Parigi, in cui aveva già tenuto la cattedra di composizione, e a lui spettò il merito di averlo riorganizzato e di essersi circondato di un corpo d’insegnanti d’alto valore.Sovrintendente al Théâtre de Monsieur (poi Feydeau) insieme a G. B. Viotti, Cherubini fece conoscere a Parigi le composizioni migliori di Anfossi, Paisiello, Cimarosa e fece venire dall’Italia i migliori cantanti italiani. Dotato di un potente ingegno musicale aveva scritto a 13 anni una Messa.La musica di Cherubini può suddividersi in due periodi: il primo, dall’inizio fino al 1788 (anno in cui scrisse l’Ifigenia in Tauride), è quello delle opere in "leggiadro stile italiano" che, pur non avendo una particolare importanza, rientrano però nell’ambito della migliore tradizione musicale del tempo. L’ opera Démophoon su testo di Marmontel, segnò il suo debutto sulle scene Francesi.L’ arte di Cherubini maturò nel clima ardente della rivoluzione francese: la più larga partecipazione popolare alla vita pubblica ed agli spettacoli teatrali imponevano uno stile più robusto e grandioso di quello settecentesco ed un arricchimento della compagine orchestrale. La “commedia eroica” Lodoïska, nel 1791, segna l’inizio del secondo periodo che, con il ridimensionamento delle parti di solista, l’introduzione di pezzi d’insieme e la funzione preponderante dell’orchestra, porterà al rinnovamento dell’opera lirica francese. Sei anni dopo, con Medea, Cherubini, concentrando ininterrottamente l’azione drammatica sulla protagonista e rinunciando al lieto fine tradizionale, sconvolse i temi caratteristici della lirica. L’opera, che fu rappresentata nei maggiori teatri francesi, tedeschi, austriaci e inglesi, ebbe anche l’universale consenso ed entusiasmo di tutti i compositori, che videro in essa il modello da seguire o da sviluppare.In Italia Medea giunse tardi: la prima importante rappresentazione è infatti quella romana del 1952, interpretata da Maria Callas. Nel 1803 andò in scena Anacreon, che può essere considerato il preannuncio dell’opera romantica ottocentesca e che, sebbene sia tra le cose più perfette di Cherubini, non ebbe dai contemporanei il successo meritato. La fortuna di Cherubini in Francia fu ostacolata in parte, dall’ irragionevole avversione di Napoleone. L’ imperatore era musicalmente un nostalgico delle frivole grazie del melodramma settecentesco e subissò Cherubini di critiche e “punzecchiature” sulla sua musica troppo moderna e difficile. Rientrato a Parigi da Vienna, dove scrisse la Faniska (1806), risolse di abbandonare la musica per dedicarsi alla botanica. Solo nell’ estate del 1808, riuscì alla contessa di Chimay, che lo ospitava nel proprio castello, di richiamarlo alla musica, ma il teatro non ebbe piu’ da lui che rari contributi, tra cui il Pigmalione (1809), la piccola opera comica Crescendo (1810), Les Abencérages (1813), e l’ ultima in ordine di tempo, Ali’ Baba ou les quarante voleurs (1833). Lo stile grandioso, puro ed elegante di Cherubini, la sua sensibilità drammatica e la ricchezza della strumentazione hanno particolare rilievo nell’ouverture dell’Anacreon — che preannuncia la musica sinfonica beethoveniana — nei 6 Quartetti, nella Sinfonia e nel Requiem in cui gli elementi romantici prevalenti e l’innovazione stilistica fanno di Cherubini l’antesignano del romanticismo in campo musicale. Compose in tutto una quarantina di opere, cantate, suonate per clavicembalo. Scrisse inoltre diversi trattati didattici di cui il più famoso è il Cours de contrepoint et de fugue (1835), ancora usato in vari conservatori.



http://www.encyclopedia.com/html/C/Cherubin.asp

http://www.sfsymphony.org/templates/composer.asp?nodeid=195&strchar=A

http://www.bautz.de/bbkl/c/cherubini_l.shtml

 
 

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